Studiare è un diritto. Occupare è un abuso

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di Gioele Anni e Adelaide Iacobelli* - Abbiamo letto con stupore l’articolo del sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone scritto per il quotidiano “La Stampa” dell’1 dicembre (“Le occupazioni scolastiche, una lotta all’apatia”). Come studenti di Azione Cattolica siamo contrari alle occupazioni per tre motivi. Il primo: le occupazioni impediscono agli studenti di beneficiare del loro più grande diritto, il diritto allo studio. La scuola è un dovere, certo, ma è prima di tutto un diritto che siamo fortunati ad avere. Ogni volta che una scuola viene occupata, per noi è come dare uno schiaffo a Malala Youszafai e ai tanti ragazzi che nel mondo non godono dell’istruzione. Secondo: occupare una scuola è illegale, e non possiamo impegnarci per l’educazione alla legalità se poi giustifichiamo i comportamenti contrari. Terzo: quanto viene messo in evidenza dal sottosegretario (cogestione, scuola non frontale) sarebbe già realizzabile nella piena legalità, se solo le scuole ricevessero i fondi necessari. Ormai realizzare progetti che rendono protagonisti gli studenti è un’impresa, perché le scuole non hanno i soldi per tenere aperte le strutture, per garantire il personale di servizio, per offrire spazi qualificati. E allora, forse, ci sarebbe da rimpolpare i canali ordinari di finanziamento delle attività autonome gestite dalle scuole. Come il Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa, da anni vittima di tagli: “La buona scuola” dice di volerlo stabilizzare, ma la legge di stabilità lo diminuisce ulteriormente. Una palese, assurda contraddizione, che attendiamo sia risolta nella prossima traduzione legislativa.

Insomma, ci sembra che l’on. Faraone abbia fatto un po’ di confusione. È vero che in un tempo disilluso, l’apatia degli studenti va combattuta. Ed è vero che le scuole aperte sono una risorsa eccezionale contro la dispersione. Ma l’apatia è dovuta allo stato terribile della scuola italiana; e sono le forme di partecipazione ordinarie e legittime che chiediamo di valorizzare. Mentre oggi la scuola dell’autonomia offre agli studenti la possibilità di essere protagonisti, ma solo in teoria. Ci auguriamo che da questo scambio d’idee possa nascere un confronto serio, e attendiamo di incontrare il sottosegretario Faraone insieme alle altre associazioni presso il Forum Studenti del MIUR.

*Segretario e Vicesegretaria nazionale del Movimento Studenti di Azione Cattolica -Il MSAC è una delle 7 associazioni riconosciute dal MIUR presso il “Forum delle Associazioni Studentesche maggiormente rappresentative”.