C’è bisogno di alternanza…ma non solo

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Questa mattina il MSAC ha partecipato agli Stati Generali dell’alternanza scuola lavoro, organizzati dal Ministero dell’Istruzione e aperti dalla Ministra Fedeli. 

Abbiamo esordito ringraziando per l’opportunità di dialogo e confronto con tutti i soggetti che operano nel campo dell’Alternanza: studenti, genitori, scuole, uffici scolastici, enti ospitanti, regioni e  Ministero. 

Auspichiamo che questa esperienza di dialogo permetta l’avvio di percorsi di alternanza di qualità per tutti gli studenti e le studentesse, anche perché la quotidianità ci dimostra che il sistema attuale è fiscale sulla quantità delle ore e permissivo rispetto alla qualità dell’esperienza.

Come Movimento Studenti di Azione Cattolica da anni ribadiamo che per noi l’alternanza scuola-lavoro non è il fine delle 400 o 200 ore del triennio, ma la metodologia didattica che ci viene offerta e che accogliamo con interesse, affinché arricchisca il nostro curriculum in termini di conoscenze, competenze e sia di sostegno all’attività orientativa di cui abbiamo tanto bisogno. 

Riteniamo strategico rivalutare l’importanza del Registro nazionale per l’alternanza scuola lavoro, oggi sacrificato nel significato e nell’utilizzo sia dai protocolli di intesa che dalla possibilità di avviare con tutti esperienza di alternanza. Gli accordi extra-registro, previsti nella guida operativa per l’alternanza, dovevano essere una soluzione temporanea. Se il registro fosse la fonte esclusiva per selezionare le esperienze di alternanza, allora avremmo forse una garanzia della qualità del percorso e della serietà dell’azienda.

Siamo tornati a chiedere che vengano investiti più soldi nell’esperienza di alternanza. In particolare nelle regioni italiane meno ricche e con meno possibilità di fare alternanza vicino a casa. Più soldi significa permettere agli studenti di queste regioni di accedere a percorsi di qualità senza costi a carico delle famiglie. Se tutti gli indirizzi scolastici sono tenuti a fare alternanza scuola-lavoro, allora questa deve essere un’esperienza omogenea su tutto il territorio italiano. 

Infine, come Movimento Studenti di Azione Cattolica, abbiamo voluto sottolineare che, soprattutto negli ultimi mesi, abbiamo assistito ad un’attenzione mediatica molto alta sul tema dell’alternanza, come se fosse l’unica promessa mancata di quello che avrebbe dovuto essere La Buona Scuola, della rivoluzione che ci era stata promessa. Crediamo invece che il tema dell’alternanza sia solamente una delle urgenze su cui concentrarsi: quando inizieremo a parlare di riforme dei cicli, di uscita da scuola a 18 anni, non come caso spot, ma come sistema strutturato? Nell’anno in cui abbiamo celebrato i cinquanta anni dall’uscita di Lettera a una professoressa auspichiamo che presto possa essere ripresa la riflessione sul sistema di valutazione, sul diritto allo studio e sulla didattica. La scuola italiana  ha bisogno di riflessioni ampie e partecipate. Oggi abbiamo ribadito alla Ministra, alle altre associazioni studentesche e a tutto il Paese che per sognare e costruire una scuola più giusta, noi ci siamo.

Adelaide Iacobelli, Lorenzo Zardi e la Segreteria nazionale del Movimento Studenti di Azione Cattolica