Proposta Formativa 2010/2011

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"Hai da accendere?”

Rilanciare l’impegno del MSAC per le città

 

 Ognuno di noi è necessario per esprimere qualcosa di suo e per far crescere l'umanità.
Ognuno è unico ma fa parte di un tutto.
- Emmanuel Lévinas -
  
Per quest'anno associativo 2010/2011 l'associazione ha scelto l'icona evangelica della luce e del sale nel vangelo di Matteo. "Voi siete la luce del mondo" (Mt 5,13-14). Siamo chiamati quindi al servizio, alla missione, alla testimonianza. Per il MSAC, significa fare un passo in più nell'interrogarsi sul suo impegno, sulal sua testimonianza, noi, che siamo un movimento missionario, che già abita i "confini" dell'annuncio, nella scuola, tra i banchi di scuola. La scelta della Segreteria nazionale per quest'anno è allora quella di ridare "sale" all'impegno del movimento, riscoprendo la sua profonda vocazione sociale. "Sentinelle del mattino", siamo chiamati ad interessarci del mondo, alla cittadinanza. Da sempre il movimento ha coltivato con passione progetti di convivenza civile, di consumo critico, di riflessione sui diritti umani, sull'immigrazione, sull'etica, sulla cooperazione internazionale alla pace. Vogliamo allora ridare slancio a questo sogno, da condividere con i nostri compagni di scuola, non accontentandoci più di abitare solo le nostre aule scolastiche, parlando di riforma e legislazione (che già è compito impegnativo), ma allargare gli orizzonti... allargare gli spazi di gratuita! Sarà la GRATUITA' l'ultima parola chiave di questo triennio. La missione che spetta a tutti i msacchini è coltivare come circolo un impegno sociale, per il territorio, per la cittadinanza, ma soprattutto sollecitare nei propri compagni la vocazione al servizio. Un servizio dedicato alla città, agli altri, nei campi del volontariato, dell'impegno partecipativo, nelle forme e nei modi che ciascuno troverà. Ciò che è importante, però, è capire che tutti siamo chiamati a essere sale... e a mettere sale anche sulle nostre giornate, provocandoci ad un impegno più grande, che ciascuno dovrà strappare alle proprie giornate, che ciascuno dovrà faticare a mettere in equilibrio con la propria situazione di vita, ma è questo quello che siamo chiamati a fare. Pensiamo che questo sia anche il compito principale della scuola, quello di formare persone a 360°, che siano in grado di affrontare il mondo, capaci di relazioni, convivenza civile a democrazia. Capaci soprattutto di GRATUITA', di impegno, di partecipazione. I maestri del passato ci insegnano che non è possibile vivere bene restando isolati, soli. Per dirla con Aristotele, “l’uomo è per natura un essere sociale”, cioè per sopravvivere deve stare insieme agli altri, deve aprirsi al mondo, con tutti i problemi e le complicazioni che le persone si portano appresso. Ma soprattutto allargare l'orizzonte dello sguardo ai problemi dell'altro è il compito del cristiano. Non si vive la fede da soli, non si incontra il Signore se non nell'altro ("mai senza l'altro", diceva M. De Certau) Il brano di Vangelo scelto dall’Azione Cattolica come guida per l’anno 2010/2011, questo vuole significare. “Voi siete la luce del mondo”, dice Gesù. E’ un mandato, un invito ad essere sempre con le “mani in pasta”, a darci da fare per il bene delle persone che incontriamo per strada. Ma prestare ascolto all’altro non significa soltanto restare vicino al proprio compagno di banco, al proprio amico in  difficoltà e condividere con lui gioie e dolori. Questo è il primo passo verso la socialità. Tuttavia ci è chiesto un balzo in avanti, un salto che di primo acchito ci può sembrare molto più lungo della nostra gamba. Anche nelle nostre scuole, nella nostra cittò, nel nostro piccolo mondo ci sono tante situazioni complicate in cui c’è bisogno del nostro intervento, del nostro interesse. Affrontare dei grossi problemi reali, può sembrare difficile, ma è un compito che va preso. Ma non con uno spirito di assistenzialismo, del "mò t'aiuto io", ma di chi indossa il gremiule e semplicemente si mette al servizio, consapevole del fatto che è più quello che si riceve di quello che si dà, sempre. E soprattutto ricordiamo la lezione dell'essere "servi inutili", non indispensabili. La grazia vera del servire la riceviamo noi.
Ma che significa? lo sappiamo bene quanto sia difficile essere fedeli ad un impegno, nel tran tran delle nostre preoccupazioni quotidiane. Siamo chiamati ad allargare il nostro tempo... e già sembra impossibile, con i nostri impegni stretti già come sono in quelle risicatissime 24 h! Riprendete in mano il brano biblico della vedova di Zarepta, quella vedova che riesce a servire il profeta, anche se c'era la carestia, anche se era convinta di dover morire e soprattuto, anche davanti a quell'obiezione che aveva mosso: "darei pure da mangiare al servo del Signore, ma devo prima pensare al mio figlio e a me, che già così moriremo". Il servizio non solo la salva, perchè la farina nella giara basterà per tutto il tempo in cui lei si sarà messa a disposizione (con gratuità) del profeta, ma salverà anche le sue preoccupazioni, i suoi affetti, il suo figliolo. Per noi il Signore ci promette di salvare il nostro tempo, la nostra famiglia, i nostri affetti, i nostri studi. Ma dobbiamo tenerci stretti a Lui. E servire vivendo il servizio, qualunque esso sia, civile o associativo, come una vera esperienza di fede, cioè un'esperienza di grazia che il Signore ci regala per imparare tante cose. Non siamo indispensabili! 
E allora è il tempo di metterci il sale sulla coda! e metterci sale! dappertutto! e metterne di più. così nelle scuole saremo chiamati a riscoprire  la tematica dell’impegno sociale che rischia spesso di passare in secondo piano, di essere ignorata sia dall’istituzione scolastica, sia dagli studenti. Dalla prima viene spesso confinata a poche iniziative facoltative, dai secondi relegata ad un interesse particolare che tocca soltanto un certo tipo di persone.
Crediamo che sia da rilanciare all’interno delle nostre scuole l’attenzione verso il sociale, verso i temi dell’ambiente, della giustizia sociale, della memoria storica, del volontariato, anche se possono sembrare non direttamente connessi con le materie scolastiche, le verifiche e tutti quelli che sono i compiti della scuola. è sempre stata questa la scommessa msacchina degli Orientamenti culturali, e quest’anno vorremmo rilanciarli nelle diocesi, come impegno per la cittadinanza, per la società. Quello dell’impegno sociale è sempre stata una scelta quasi “profetica” per il movimento all’interno dell’associazione, che è sempre stato capace di intessere legami forti anche con altre associazioni direttamente impegnate in questi temi, che è sempre stato capace di pareri su legislazione e problemi concreti a voce alta e tono deciso. Vogliamo che questa capacità possa tornare tesoro di tutti i circoli, che tutti i msacchini possano respirare l’aria dell’IMPEGNO, non solo scolastico.
Un piccolo sogno nel cassetto, non solo per rilanciare una stanza, ma per riscoprire anche uno degli aspetti dell’essenza stessa del MSAC...

Buon Anno in Movimento!!!!!

 

 

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