Piccolo dizionario della crisi

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di Armando Miano (Equipe Nazionale MSAC)
 
 

Titoli di stato

In generale i Titoli sono buoni con i quali si acquista il diritto a ricevere una certa cifra ad una data scadenza futura dietro il pagamento oggi di un prezzo all’ente emittente. Il fatto che io mi privi di questo ammontare di denaro per un tempo stabilito (il tempo è denaro!) è ricompensato attraverso degli interessi. Gli interessi sono corrisposti secondo due modalità:
a) interamente alla fine (la cifra che ricevo a scadenza-valore di rimborso- è superiore a quella che ho pagato oggi per acquistare il titolo, si dice che sono emessi a sconto)
b) in parte alla fine e in parte in corso del finanziamento attraverso delle Cedole. Possono emettere titoli sia aziende private (parliamo in tal caso di Corporate Bond - Obbligazioni Societarie), quotate e non quotate in borsa, entro certi limiti stabiliti, sia gli stati (parliamo quindi di Titoli Pubblici o Titoli di Stato). In Italia i Titoli di stato sono emessi dal Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia. Esiste un’ampia gamma di titoli differenziati per scadenze e per struttura di conferimento degli interessi. Distinguiamo:
- BOT: Buoni Ordinari del tesoro, hanno una scadenza massima di un anno, sono privi di cedole e vengono emessi a sconto, ovvero il rendimento è dato dalla differenza tra prezzo di acquisto e valore a scadenza, tenendo conto della loro durata.
-CTZ: Certificati del Tesoro Zero-Coupon, come i BOT non pagano cedole e il rendimento è dato dalla differenza tra prezzo di acquisto e valore a scadenza. Hanno una durata superiore, 2 anni.
- CCT: Certificati di Credito del Tesoro, sono dei titoli indicizzati, quindi a tasso variabile, il che significa che la quantità di interessi pagata varia seguendo determinati parametri. Sono titoli che pagano cedole ogni 6 mesi. La prima cedola è fissa, le altre seguono il rendimento applicato sui BOT a 6 mesi collocati più di recente, un po‘ maggiorato. Inoltre posso pagare interessi anche al momento del rimborso. La durata è di 7 anni.
- BTP: Buoni Poliennali del Tesoro, titoli a tasso fisso che pagano cedole ogni 6 mesi di importo fissato al momento dell’emissione. Anche questi possono offrire interessi al momento del rimborso. La durata può essere di 3, 5, 10, 15, 30 anni.
Il Collocamento dei titoli di stato avviene attraverso il meccanismo dell’Asta (marginale o competitiva). In pratica, cosa succede quando lo stato italiano ha bisogno di alto denaro o rinnovare i prestiti già avuti? Indice un’asta di titoli di diverse scadenze alla quale posso o partecipare solo Banche e Investitori istituzionali (fondi comuni d’investimento, fondi pensione), che acquistano per importi molto alti, non certo i 1000 euro che il sig.Rossi piccolo risparmiatore sarebbe disposto ad impiegare. Quello dell’asta è l’unico momento in cui lo stato riceve effettivamente il denaro di cui fa richiesta. Tutte le transazioni successive non lo coinvolgono direttamente. Banche e Investitori istituzionali rivenderanno a piccoli risparmiatori (e al sig. Mario Rossi) parte dei titoli di stato che si sono aggiudicati nell’asta. 
 
Mercati Finanziari: Mercato Primario e Secondario
In generale i Mercati Finanziari permettono il trasferimento di fondi da coloro che hanno
denaro disponibile e vogliono investirlo a coloro che hanno bisogno di fondi e ritengono di poterli impiegare in maniera vantaggiosa. I mercati, quindi, fanno si che Domanda e Offerta si incontrino, generalmente grazie al lavoro di alcuni intermediari. Esistono varie classificazioni per i Mercati Finanziari e una di queste distingue tra Mercato primario e Mercato Secondario. Nel Primario gli enti emittenti stipulano direttamente contratti (emettono titoli o azioni) con una controparte, generalmente di grosso peso finanziario (Banche, Fondi di investimento) e ricevono materialmente il denaro. Successivamente nel Secondario i titoli già in circolazione sono rivenduti e acquistati. Per le azioni il principale mercato secondario è in Italia la Borsa di Milano, per i Titoli, MOT (scambi al dettaglio) e MTS (scambi all’ingrosso). Nel caso dei nostri cari titoli di stato, la fase di Mercato Primario è rappresentata dall’Asta, quella di mercato secondario dalla successiva cessione dei Titoli a piccoli risparmiatori, ma anche dallo scambio di titoli tra grandi investitori istituzionali attraverso i Mercati.
 
Domanda, Offerta e Rendimento
Il rendimento di un titolo tiene conto sia delle eventuali cedole che sono corrisposte a scadenze intermedie, sia del guadagno dato dalla differenza positiva tra prezzo di acquisto e valore di rimborso. Il tutto è aggiustato in funzione della durata del titolo (di quanto tempo mi privo dei soldi). Il rendimento è influenzato principalmente da due elementi:
-rischio: se ritengo che ci sia la possibilità che l’emittente non sarà in grado di restiuirmi il capitale prestato alla scadenza, chiederò un rendimento più alto, ovvero mi farò pagare di più per concedere il prestito (maggiore premio al rischio)
-durata: i rendimenti di titoli a più lunga scadenza sono più alti, perché mi privo per più
tempo del denaro, denaro che evidentemente avrei potuto impiegare in altro modo.
 
Il rendimento è determinato dalla dinamica domanda-offerta. Come per qualsiasi altro bene, quando, data una certa quantità a disposizione, la domanda (il numero di unità di bene che si vuole comprare) aumenta, il prezzo aumenta (più persone lo vogliono ma c’è scarsità, quindi se lo aggiudicheranno solo quelli che sono disposti a pagare di più), quando la domanda diminuisce, il prezzo diminuisce (perchè è più facile procurarsi il bene e bisogna invogliare a comprare). Così funziona anche con i Titoli di Stato. Facciamo il caso di un titolo dal valore nominale di 100, ovvero che alla scadenza pagherà 100. Questo titolo arriva sul mercato secondario con un prezzo di 95. Supponiamo che non paghi cedole. Il guadagno per chi lo acquista sarà quindi di 5, che corrisponde ad un rendimento più o meno del 5% (ma ATTENZIONE, si deve aggiustare per la durata). Se nel secondario c’è scarsa domanda e ampia offerta (molti vendono e pochi comprano), il prezzo del titolosi abbasserà, per esempio arriverà a 90.
In questo caso i guadagno e il rendimento per l’acquirente si sono raddoppiati! 
Prezzo e rendimento hanno una
 relazione inversa. Questo è esattamente quello che sta succedendo ai titoli di stato italiani: dato l’elevato livello di rischiosità, Banche e Investitori istituzionali vendono titoli italiani e in meno sono disposti a comprarli. Questo fa diminuire notevolmente il prezzo e aumentare tantissimo il rendimento.
È importante notare come le forti
oscillazioni nei prezzi (e quindi nei rendimenti) non sono effetto delle operazioni di piccoli risparmiatori (i nostri Mario Rossi), ma grandi fondi di investimento o fondi pensione che devono mantenere un profilo di rischio basso. Un ulteriore recente segnale negativo è che in alcuni giorni il rendimento dei BTP a 2 anni ha superato il rendimento dei BTP a 10, in barba al principio che maggiore è la scadenza maggiore è il rendimento! Questa novità è dovuta al maggiore rischio a breve percepito: i mercati ritengono che l’Italia potrebbe versare in pessime acque in tempi recenti, ma poi riprendersi.
 
Impatto del maggior rendimento sui conti pubblici
Quando i rendimenti salgono, non aumentano gli interessi che lo stato deve pagare sui debiti già emessi (a tasso fisso). Tuttavia, per il bisogno continuo di denaro che ha lo stato, i debiti una volta scaduti devono essere rinnovati. Dalla nuova asta verranno certamente fuori tassi allineati col mercato (nessuno è disposto a pagare meno), e quindi molto più alti dei precedenti. Tassi più alti significano più interessi da pagare e quindi un debito più costoso. Per l’Italia, che ha il 4° debito pubblico al mondo, il perdurare di una situazione di tassi alti non è sostenibile.
 
Spread
Tra i tanti significati a noi interessa quello di differenza, differenziale. In generale indica la differenza di rendimento tra titoli di pari scadenze con un profilo di rischio diverso. Lo spread per eccellenza, al quale sono indicizzati numerosi tassi di interesse applicati dalle banche, è la differenza di rendimento tra BTP e BUND (Titoli di stato tedeschi) a 10 anni. Lo spead si misura in punti. Se il rendimento dei BTP è al 7% e quello dei BUND al 2%, lo spread è esattamente a 500 punti. Si utilizzano i titoli di stato tedeschi come metro di paragone perchè in Europa la Germania è considerata la nazione con il rischio più basso (nb: rischio basso=rendimento basso).
 
Rating
Le principali agenzie di rating sono 3: Standard & Poor’s, Moody’s, Fitch. Sono organizzazioni private che hanno il compito di dare un giudizio sulla rischiosità degli emittenti di obbligazioni, tenendo presente vari dati (bilanci, prospettive di crescita ecc.). La scala di rischio è espressa con lettere che vanno da AAA fino a D. Recentemente l’Italia è stata declassata da A+ ad A. Il declassamento, ovvero l’attribuzione di un maggior rischio è un evento nefasto per una nazione, perchè dovrà pagare un premio a rischio maggiore (debiti più costosi) e perchè il maggiore rischio del sistema paese ha impatti pesanti sulle realtà aziendali che vi operano (un’impresa non può avere un rischio inferiore a quello del paese in cui opera).
 
 
 
Per approfondire
- www.lavoce.info
- http://www2.azionecattolica.it/i-tempi-dei-mercati-e-il-passo-lento-politica una analisi di Giusppe
Notarstefano
- www.ilsole24ore.it