L'incontro con il sottosegretario Marco Rossi-Doria. Le risposte alle domande

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Pubblichiamo il testo della risposta che Rossi Doria ci ha dato sabato pomeriggio, nell'incontro andato in diretta streaming, sui fondi e le azioni destinate alla "lotta" alla dispersione scolastica. 

Piano piano, pubblicheremo le risposte a tutte le domande fatte al sottosegretario Marco Rossi Doria. Per ora ecco la prima:

 

 - il tema della dispersione e dell'abbandono scolastico è sulle agende di governo da molti anni. abbiamo sentito che verranno stanziati dei fondi per la dispersione scolastica. Vorremmo sapere: in che direzione vanno questi finanziamenti? cosa si vuole finanziare, quali azioni prevedete a riguardo?
 
Intanto una precisazione. questa storia della dispersione scolastica intanto c’ha un brutto nome perchè un termine militare, invece si tratta di ragazzini che non vanno a scuola.  così come sono termini su cui dobbiamo tutti riflettere, lo dico a voi che fate riflessioni attente da sempre come movimento, sulla parola rischio, dobbiamo cominciare a riflettere, dobbiamo riflettere sul fallimento formativo. bisogna, dobbiamo iniziare a riflettere proprio sulle parole.
 
questa storia è iniziata molto tempo fa. Voglio solo ricordare che don Milani questo nel 1962, quindi fatevi un po’ i conti, 50 anni fa, ha detto che il principale problema della scuola italiana sono i ragazzi che non ci vanno. Quindi non è una questione di 1 o 2 governi. Sicuramente L’agenda europea di Lisbona che è l’agenda che tratta i problemi della scuola dell’apprendimento nelle società europee, un’agenda che dice quali sono le cose importanti da fare e dà delle raccomandazioni di priorità dei governi, nel 2000 ha raccomandato a tutti gli stati membri di far scendere la dispersione scolastica a meno del 10% e ha stabilito che cos’è la dispersione scolastica, perchè voi sapete che i sistemi di istruzione e formazione europea sono anche molto diversi fra loro e allora ci si è messi d’accordo all’unanimità, come avviene in europa, su una formulazione, e la formulazione in inglese è “early school leavers” cioè “persone che presto lasciano la scuola”, la scuola però in inglese vuol dire però tutti i processi di formazione degli individui. si prende la popolazione all’età di 24 anni quindi dandogli un po’ di tempo in più rispetto ai 17 o 18 anni secondo i sistemi scolastici di fine della scuola e a 24 anni si conta quanti dei 24enni di un Paese non hanno alla fine una licenza di scuola superiore oppure una qualifica di formazione professionale anche dopo quindi, non l’hanno neanche ottenuta nei 6/7 anni successivi all’età diciamo standard. allora stavamo intorno al 23%, adesso intorno al 20% quindi 1su5, ma se andate a vedere questi 1su5 solo nel 96-97% figli di famiglie povere e questo è il punto che già sottolineava don Milani a suo tempo. E quindi sono concentrati un po’ a macchia di leopardo nella aree povere del paese in genere nelle grandi città, in genere hanno tentato di frequentare le scuole superiori, in genere ci sono riusciti, si sono iscritti ai tecnici e ai professionali nella maggioranza dei casi e tra il primo e il secondo anno dei tecnici e dei professionali hanno smesso o perchè bocciati e poi non ci sono ritornati o una quota parte minore ancora non si iscrive dopo la terza media e probabilmente dopo una bocciatura se non più nella scuola media. quindi questa è la situazione.
 
che intendiamo fare. Intanto la scuola nel suo insieme dovrebbe occuparsi di questa questione però questo è un po’ complicato. un po’ complicato perchè la scuola ha un’offerta, come voi sapete, perchè voi a scuola ci siete andati o ci andate, ha un’offerta uguale per tutti, cioè sostanzialmente la nostra scuola è una gran cosa però dà cose uguali a persone diseguali come diceva sempre don Milani nella maggior parte dei casi. poi certo ci sono le eccezioni, ci sono gli insegnanti bravi e le scuole che si attrezzano e organizzano. si tratta di fare molto di più, si fa già molto però ecco è che se non hai imparato a leggere e scrivere presto, sei già stato bocciato una volta, sei demotivato vieni da un ambiente dove non ti aiuta nessuno è un po’ più difficile. quindi bisognerebbe anche avere dei rafforzativi.
 
Il governo e il ministero che io qui rappresento, il signor Ministro Profumo che io qui rappresento e che vi saluta, abbiamo deciso insieme ad un altro Ministro, il Ministro responsabile della coesione territoriale che si chiama Fabrizio Barca, che nelle regioni dove c’è la massima concentrazione di povertà e anche di dispersione scolastica e fallimento formativo, cioè la Puglia, la Calabria, la Sicilia e la Campania (quindi anche qui), ci saranno dei prototipi di percorsi proprio per i ragazzi che o sono a rischi di non andare più a scuola e già si vede perchè assenze, sono già stati bocciati, eccetera, eccetera, o che già non ci stanno andando più, di scuola di seconda occasione  quindi organizzata in maniera diversa proprio per loro, nel quartiere loro, con una scuola capofila d’accordo con le altre scuole per esempio una scuola superiore insieme a una scuola media e d’accordo con le organizzazione di volontariato e del privato sociale o con le altre agenzie educative del territorio per esempio se c’è una sezione scout, se c’è una parrocchia con un oratorio, per esempio se c’è una vostra associazione che già fa doposcuola volontario, per esempio se c’è un’agenzia del privato sociale che è abituata a fare l’orientamento o degli artigiani  che sono abituati a fare degli stage per apprendere come si fanno le cose, e altre cose di questo genere. quindi ci sarà una scuola capofila, si definiranno i bandi per l’accesso in tutte e 4 queste regioni entro il mese prossimo, il mese di maggio, le scuole aderiranno e si costituiranno delle regie regionali d’accordo con gli uffici scolastici regionali e con gli assessori delle regioni e ci sarà una regia nazionale a cui rispondo io personalmente con la delega del signor Ministro per tutte e 4 le regioni e c’è uno staff al Ministero dell’Istruzione che mi aiuta ovviamente. e poi costruiremo questi prototipi che andranno a toccare questi ragazzi d’accordo con gli insegnanti delle scuole e le altre agenzie educative, come ho detto e daranno la possibilità di consolidare le proprie competenze, di ritornare a motivarsi, di fare sport, di fare altre attività e cose di questo genere secondo modelli che in Europa e in Italia si sono fatti strada e hanno riconquistato tanti ragazzi nella scuola e nell’apprendimento che si chiamano le scuole di seconda occasione che sono una parte del dibattito europeo dalla fine degli anni ’70. Uno dei primi presidenti della commissione europea che si chiama Jacques Delors istituì questa procedura.  quindi noi seguiremo anche dei protocolli nazionale e internazionali su cui l’Italia, con tutti i suoi difetti, è abbastanza esperta, e quanto spenderemo. Abbiamo messo adesso su questa partita fino a giugno 2014, quindi tutto l’anno scolastico prossimo e l’altro anno scolastico, per queste regioni un totale di 23 milioni 700 mila euro, saranno divisi fra gruppi di scuola che dovranno rendicontare quello che hanno fatto, fare il budget consuntivo delle spese che hanno fatto che saranno controllate dal Ministero d’accordo con le regioni, dagli uffici periferici e centrali del ministero e poi ci saranno valutazione in itinere di tipo partecipativo da parte tutti gli insegnati, ma anche di tutti gli educatori che si occuperanno di queste cose.
 
Se a metà di questo percorso, più o meno all’inizio dell’anno scolastico 2013/2014, noi vediamo che la cosa sta andando bene, il Governo o anche un altro governo, perchè siamo rimasti d’intesa con l’Europa che in ogni caso questa cosa si farà, allora ci sarà una nuova tranche di impegno finanziario da parte dell’Italia per il quinquennio successivo, quindi dal 2014 fino alla fine del decennio. Pensiamo di fare questa cosa con un’attesa abbastanza lunga perchè in queste cose ci vuole costanza e qua la costanza c’è.
 
Qual è il tallone di Achille, il problema o la criticità di tutta questa operazione: si fa solo lì dove i soldi, in questo momento difficile per l’economia e i conti pubblici italiani ci sono cioè solo per i soldi che sono stati dati dall’europa alle regioni in maggiore difficoltà. invece la dispersione scolastica non sta solo in queste regioni. Noi adesso abbiamo un problema che stiamo studiando: di cercare altri fondi per gli altri luoghi (anche nelle grandi città del Nord, per esempio, o in Sardegna) dove ci sono fenomeni di dispersione scolastica, magari non così densamente concentrati, ma ci sono.
 
Bisognerà fare il secondo passo, abbiamo fatto il primo passo.

 

Qui la pagina del sottosegretario sul sito del MIUR: http://www.istruzione.it/web/ministero/organizzazione/rossidoria_cv