La scuola che sogniamo

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I dieci punti che sognamo

10 proposte di studentesse e studenti per il bene del Paese

 

Oggi, 17 novembre, è la Giornata internazionale delle studentesse e degli studenti. La data fa riferimento a un terribile atto di violenza: 9 tra studenti e professori cecoslovacchi, nel 1939, furono giustiziati senza processo a seguito di una manifestazione antinazista. E così nel 1941 fu istituita la giornata che anche noi, come Movimento Studenti di Azione Cattolica, scegliamo di ricordare. Siamo in una situazione diversa e di certo migliore rispetto agli studenti del 1939, ma anche se lontani per distanza cronologica, fisica e di contesto, condividiamo la fiducia nei luoghi di istruzione, il rispetto per il ruolo dello studente e il desiderio di contribuire con tutto noi stessi a migliorare ciò che c’è.

Dopo 78 anni da quel triste 17 novembre, oggi pomeriggio renderemo le nostre aule scolastiche dei laboratori di idee perché sogniamo di più per le studentesse e gli studenti italiani e sappiamo che una scuola migliore rende il Paese migliore. Ecco perché oggi portiamo in tutte le classi d’Italia 10 temi scolastici ed è solo l’inizio: dalle riflessioni che verranno elaborate nel mese di novembre costruiremo un parere dal titolo “C’è biSogno di scuola!”, da sottoporre anche all’attenzione delle forze politiche che nei prossimi mesi si confronteranno in vista delle elezioni. Come studentesse e studenti vogliamo dire a tutto il Paese che “C’è biSogno di scuola!”, ma di una scuola che utilizzi la valutazione come strumento e non come obiettivo del processo di apprendimento, che si interroghi sul senso della bocciatura e sia pronta a ripensarci se il rischio è che lo studente perda fiducia in se stesso. C’è biSogno di scuola, perché gli adulti si prendano a cuore il periodo delle nostre scelte importanti, con processi efficaci di orientamento in entrata e in uscita dalla scuola superiore. C’è biSogno di scuola in edifici dall’edilizia sicura, in cui non temere mai per la propria vita. C’è biSogno di scuola, perché è lì che facciamo esercizio di rispetto delle diversità, per crescere come cittadini consapevoli e responsabili. C’è biSogno di scuola per garantire la qualità del nostro apprendimento, che può passare anche attraverso i percorsi di alternanza scuola-lavoro, ma se siamo tutelati e ascoltati. C’è biSogno di scuola per imparare a vivere gli spazi di partecipazione come occasione di confronto e di costruzione del bene comune per permettere a ciascuno di esprimersi e di superare situazioni difficili, prima che il disagio personale si trasformi in atti di bullismo o di discriminazione.

Come Movimento Studenti di Azione Cattolica, inoltre, vogliamo ribadire che c’è biSogno di scuola  anche dove si impara una professione, ma si è comunque nell’età della crescita. Per questo scegliamo di prenderci a cuore tutte le studentesse e gli studenti dei centri di formazione professionale regionali: abbiamo inviato oggi stesso alla Conferenza delle Regioni una proposta di Statuto delle studentesse e degli studenti perché non ci siano studenti di serie A e di serie B, e anche chi si forma in centri regionali possa avere gli stessi diritti e doveri dei coetanei.

Un detto africano dice “Se si sogna da soli è solo un sogno, se si sogna insieme è la realtà che comincia”. Allora oggi, 17 novembre, i sogni di una scuola migliore, elaborati e discussi da migliaia di studentesse e studenti, possono diventare la realtà di un Paese migliore che torna a sperare.

 

Roma, 17 novembre 2017

 

Adelaide Iacobelli e Lorenzo Zardi,

Segretari Nazionali del Movimento Studenti di Azione Cattolica 

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