L’asinello in Giordania

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L'asinello in Giordania

Proteggere la casa comune. Studenti che costruiscono oggi un futuro di pace. Questo il titolo della Global Training Session dell’IYCS cui ha partecipato anche il MSAC, insieme agli studenti provenienti da ogni parte del mondo.

Più di diciassette Paesi diversi si sono ritrovati insieme dal 5 al 13 ottobre 2017 ad Amman per parlare di ambiente, istruzione e peace-building, partendo dalla condivisione delle proprie realtà nazionali e regionali.

 Facciamo però un passo indietro: cos’è esattamente l’IYCS? Stiamo parlando dell’International Young Catholic Students, un’associazione studentesca cattolica internazionale che ha comitati nazionali in tutto il mondo. Pur non condividendone il nome, anche il MSAC ne fa parte. Il comun denominatore che ci lega a IYCS è il fatto di vivere l’impegno di studenti a servizio nelle nostre scuole, che siano le nostre scuole in Italia, in Cile o in Nigeria.

Le tematiche di questa sessione di formazione si inseriscono nel contesto più ampio della campagna globale iniziata già nel 2015, durante il World Council nelle Filippine, dove pure eravamo presenti rappresentati da Bernardo. Istruzione, ambiente e peace-building sono i temi-chiave che ci accompagneranno fino al 2019 e che seguono la traccia proposta da Papa Francesco con l’Enciclica “Laudato Sii”. Questa, una lettera d’amore che il Papa ha scritto per tutta la Terra, il suo contenuto un invito per tutti i suoi abitanti a prendersene cura. L’istruzione pone fondamenta solide per la costruzione di una società che abbia a cuore la cura del bene comune, ma non ci può essere pace senza avere cura dell’ambiente e senza dialogo tra i popoli. La scuola ha la responsabilità di fornire un’istruzione di qualità accessabile a tutti, ma noi come studenti dobbiamo partecipare per essere costruttori attivi della scuola che vogliamo.

E’ di dialogo che abbiamo anche parlato in questi giorni; come possiamo, noi studenti, essere testimonianza di pace nelle nostre scuole? Sono molti i conflitti che viviamo, siano essi invisibili oppure evidenti e laceranti. Ci siamo raccontati e ci siamo ascoltati. Tra i partecipanti, anche la JEC Siria, che continua a svolgere le sue attività nonostante la guerra. Abboud ci dice che molte sono state le scuole che sono state chiuse dall’inizio del conflitto, molti di più gli studenti che hanno perso l’accesso all’istruzione, tanti tra di loro, quelli che hanno perso la vita.

E sempre a proposito di dialogo, abbiamo visitato la moschea ed il centro culturale islamico all’interno dell’Università della Giordania. C’è stato un confronto insieme al suo Presidente, abbiamo cercato di costruire un ponte in più per il raggiungimento di questa “pace”, che parte dalle piccole cose e dall’ascolto.

La Giordania non poteva essere luogo migliore per ospitare questo incontro. In questo Paese a maggioranza islamica, c’è spazio per la coesistenza pacifica tra musulmani e cattolici e si fa esperienza di accoglienza, visto l’elevato numero di rifugiati che vengono ospitati, in fuga dal turbolento vicinato. Il colore della terra e la luce del suo cielo sono già segno di pace.

L’asinello torna arricchito da questi giorni in Medio-Oriente, ha conosciuto nuove cose e ha incontrato tante associazioni. Ora è tempo di tornare a scuola.

 

Emanuela Gitto, membro di Equipe Nazionale MSAC

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