DI RITORNO DAI CIPS

Versione stampabileVersione stampabile
LOGO CIPS MSAC

Da Nord...

 

I CARE, sogno di una scuola vissuta

Emozioni, riflessione, amicizia, divertimento, fede, proposte, musica, dibattiti, sorrisi, volti.Tutto ciò in quattro lettere: CIPS.

Il Campo Inter regionale Per Studenti, questo il significato dell'acronimo, si è svolto quest'anno  a Mantova, riunendo per quattro giorni i ragazzi del MSAC di Lodi, Vercelli, Mantova, Bergamo e Trieste. Definire  quest'esperienza come un "semplice" camposcuola, però, sarebbe riduttivo. Questi giorni sono stati un'importante esperienza di crescita e confronto, in cui ognuno dei partecipanti ha avuto la possibilità di relazionarsi, rilettere, sorridere. Dai temi di attualità alle proposte votate al mioglioramento dell'ambiente scolastico, tanti sono stati gli argomenti affrontati con entusiasmo dagli "Msacchini" del nord Italia. La nostra scuola 

è stata esaminata in ogni sua parte, cercando ciò che c'è da migliorare e proponendo soluzioni, elaborando proposte. La scuola però non è vista solo come luogo dell'apprendimento, ma come punto fondamentale per formazione personale, centro di relazioni e maestra di vita. E' in questo luogo, infatti, che le nostre vite si intrecciano con quelle degli altri e si svolge buona parte del nostro cammino personale di Uomini.

Non sono mancati appassionati dibattiti sui più disparati aspetti dell'istruzione, dai professori al coraggio di essere studenti, dai voti all'atteggiamento nei confronti dei compagni. Ma l'arduo compito di costruire una scuola migliore  richiedeva l'appoggio di personaggi dotati di esperienza. Ecco  allora venire in nostro aiuto gli scritti di Don Lorenzo Milani, Domenico Starnone e Paola Mastrocola, personalità che si sono espresse sulla scuola, spesso in modo discordante.

Numerose sono state anche le occasioni di riflessione personale, i momenti di gioco e quelli passati a suonare e a cantare insieme, senza dimenticare le lunghe passeggiate tra i monumenti e gli edifici storici della città.

L'entusiasmo di questi giovani, la loro passione e la loro voglia di fare sono la dimostrazione che una scuola diversa, vissuta, partecipata è possibile. "I CARE", lo slogan di Don Lorenzo Milani, diventa quindi più di un motto, ma un vero è proprio stile di vita. 

Incontrasi, condividere insieme un pezzo di strada, entrare in contatto con realtà diverse dalla nostra, ma scoprire di compiere lo stesso cammino. Trovare volti nuovi di giovani come noi, pieni di domande ma con la voglia di inseguire le risposte, giovani che non si fermano all'apparenza, non si lavano le mani di quello che accade intorno a loro, ma si impegnano attivamente, si mettono in gioco. Il CIPS è tutto questo, e molto di più.

 

Davide Merli, MSAC Lodi 
 

 

 

a Sud...

 

CIPS:Un’esperienza MSACcosamente affascinante

 

“ Hei, tu che hai da fare dal 2 al 5 gennaio?”
Con questo slogan iniziava il video spot dei CIPS nord-centro-sud del Movimento Studenti di Azione Cattolica.È stato tutto MSACcosamente bello del momento del nostro arrivo fino alla partenza. Giovanissimi di AC di tutta Italia riuniti a nord (Mantova), centro (Rimini) e sud (Santeramo in Colle), per vivere giornate scandite da eventi, conferenze, attività proposte, altamente formative e form-attive!!! Posso definirle momenti di alta “scuola”. Già la scuola; questo mondo a volte strano, buffo, confusionario, ma sempre utile, di crescita (culturale-socialecomunitario-religioso). La scuola; luogo dove i giovanissimi passano la maggioranza del loro tempo. La scuola; luogo dove si apprendono i sogni (ciò che vogliono fare da grandi) scegliendo l’indirizzo formativo che piace. La scuola; luogo di crescita, di multiculturalità, di pregiudizi, di certezze e insicurezze, di uomini e donne capaci di osare e mettersi in gioco per un futuro migliore. La scuola; bella perché varia.In questo panorama colorato si sono inseriti i nostri CIPS. È stato un MSACCO BELLO (scusate la copia della citazione), re-incontrasi con tanti msacchini  conosciuti al congresso nazionale e al campo estivo di Fognano. È stata occasione di ritrovare volti, sorrisi, abbracci.Avere la ghiotta occasione di dar vita al sogno della “tua” scuola non ha prezzo. Girando e curiosando nei gruppi, con religiosa discrezione e sempre col sorriso, nel vedere quei giovanissimi animati da questo forte ideale, di sentire ognuno la scuola come “sua”, mi ha riempito di gioia e fierezza. Oggi in cui i giovani sono etichettati come incostanti, immaturi, inesperti dalla gente comune, la proposta formativa msacchina irrompe con forza e fa gridare che: “noi studenti di AC ci siamo e vogliamo fare la nostra parte nella Chiesa e nella società, attraverso l’ambiente che viviamo ogni giorno: la scuola!”. Ormai ne sono convinto, msacchino si nasce e formandosi lo si diventa sempre più. Ai confratelli assistenti mi sento di incentivare sempre al movimento nel settore giovani, perché è un’esperienza unica! Esperienza che ha portato a tutti, equipe nazionale (cui va un grazie MSACcosamente immenso) e campisti, un nuovo slancio per i giovanissimi che sono tanto a cuore di noi assistenti, perché il MSAC è l’essenza del giovanissimo di oggi.Quell’essenza che ci ha visti pregare assieme mattina, mezzogiorno e sera, sempre fuori orario rispetto al programma (ma che ci vuoi fare è bello anche così). Quell’essenza che ci ha fatto fare tardi la sera e chi sa perché si radunarsi e divertirsi sempre fuori la mia camera. Quell’essenza, infine, che nell’ultimo giorno insieme a tre msacchini ci fece sventolare fra le mani una delle tante magliette diocesane del movimento e con fare goliardico ci fece cantare sul motivetto della parte finale del ritornello della canzone “la vita è tutto un quiz” di Renzo Arbore, queste parole che sono scritte felicemente nella nostra storia del movimento: “PER QUESTA MAGLIA GIOISCO E CANTO SON DEL MSAC E ME NE VANTO! Buona vita a tutti e viva il Movimento, viva l’Azione Cattolica.

 

Don Rocco Barra, MSAC Aversa