Com'è il MSAC

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Ai msacchini piace lo stile della cura riassunto nel motto di don Milani dell’« I care ». Ci interessa, ci sta a cuore tutto ciò che ruota attorno alla quotidianità della nostra vita tra i banchi, tutte le dimensioni dell’impegno a misura di studente. Ci interessa la scuola, quello che succede nel nostro istituto, nelle scuole delle nostre città, come i dibattiti e le novità legislative che coinvolgono la scuola sul piano nazionale. Abbiamo cura della formazione, per andare a “succhiare tutto il midollo” della nostra identità studentesca, delle relazioni con studenti e professori, del senso dello studio. Amiamo il mondo, perché la cittadinanza alla quale ci alleniamo non riguarda solo la scuola, ma vogliamo vivere le nostre città, appassionarci all’Europa, sentirci cittadini del pianeta. Prendiamo a cuore l’annuncio, perché anche i banchi di scuola sono luoghi di testimonianza e di incontro con la buona Notizia. Questo stile il Msac lo incarna anche in una struttura, che traduce ciascuna attenzione (scuola, formazione, mondo, annuncio) in uno specifico contenitore di attività. Tali contenitori, che abbiamo sempre chiamato “stanze”, sono però anche fortemente gerarchizzati, come nel corpo umano le varie parti del corpo sono tutte necessarie, ma alcune sono proprio indispensabili ed il centro di tutto. E allora… viaggio nel corpo umano! Scopriamo la struttura della proposta msacchina e delle sue attività proprio grazie a questa metafora.

 

Punto d’Incontro, il CUORE del protagonismo studentesco

Il Punto d’Incontro è il cuore della vita msacchina, il momento in cui diamo vita alle nostre scuole, le animiamo. È un cuore vivo, pulsante, che con il suo ritmo sa coinvolgere e incontrare in modo dinamico tutti gli studenti che vivono nel nostro istituto. Questo cuore può battere in tanti modi: attraverso dibattiti, assemblee, cineforum, laboratori …come meglio si addice alla realtà e alle esigenze specifiche. La cosa importante è che sia per la scuola e nella scuola, per mantenere sempre pulsante il suono della partecipazione tra i banchi, le aule, i corridoi e tra chi la scuola la vive tutti i giorni. Anche i temi possono spaziare: legislazione scolastica, senso dello studio, rapporti a scuola, ma anche questioni civili o argomenti più spirituali, tutti affrontati con lo stile msacchino di approfondimento, ascolto, dialogo costruttivo e confronto rispettoso. Al battito di questo cuore cresciamo tutti, msacchini e non, e cresce la nostra scuola. 

Il luogo

La proposta dei Punti d’Incontro si svolge nei locali scolastici (aule,palestre, scantinati…). Esiste infatti una legislazione (d.p.r. 567/96 e d.p.r. 156/99) che permetteagli studenti di utilizzare i locali dell’istituto per svolgere proprie attività a scuola. 

Il tempo

Secondo le esigenze, le attività possono essere svolte sia in orario scolastico che extrascolastico (assemblee di classe e d’istituto, ora di religione o di qualche prof un po’ ganzo, ricreazione, consigli di classe, manifestazioni, aule al pomeriggio…). L' importante è prevedere durante l’anno incontri periodici (frequenti) di Punti d’Incontro. 

Le modalità

La ricchezza e la forza dei Punti d’Incontro sta nel fatto che sono un luogo e un tempo gestito dagli studenti (tranquilli, è legale!). Il Msac attraverso il Punto d’Incontro, infatti, scommette sulla loro fantasia, creando uno spazio per le loro domande, al loro bisogno di abitare la scuola! Il Punto d’Incontro mette quindi a tema tutto ciò che nasce dalle domande di vita degli studenti, tutto ciò che li interessa da vicino, e lo affronta con serietà e competenza utilizzando varie metodologie. Le attività hanno lo scopo promuovere il dialogo e il confronto, sperimentando ed imparando il rispetto dell’altro e l’accoglienza, allenando la coscienza critica, responsabilizzando la cura delle relazioni e impegnando gli studenti nella promozione di iniziative culturali per i loro istituti e a misura dei propri compagni. Punto d’Incontro vuol dire poi luogo aperto a tutti. Alle attività promosse dal Msac possono infatti aderire tutti gli studenti. Anzi, i Punti d’Incontro devono proprio offrirsi come luoghi in cui ciascuno potrà esprimere il suo pensiero, che non potrà che arricchire chi lo ascolterà. I Punti di incontro saranno infatti più vitali proprio nel momento in cui gli studenti di Ac sapranno coinvolgere i loro compagni di scuola, al di là delle appartenenze religiose, culturali, politiche o sociali. I promotori dei Punti d’Incontro all’interno di ogni singolo istituto, capaci di promuovere, coordinare e programmare le attività, sono i giovanissimi di Ac. Questi ragazzi, veri e propri punti di riferimento, si chiamano “Referenti dei Punti d’Incontro” e prendono parte agli incontri di Formazione specifica. Punto d’Incontro è capannello settimanale dopo le lezioni, merenda tematica, festa, seminario, assemblea, laboratorio, cineforum, incontro… Sguinzagliate la fantasia!  

Formazione specifica, studenti con TESTE ben fatte

Tutti i Referenti dei PdI si incontrano periodicamente per progettare insieme e raccontarsi le esperienze msacchine vissute nelle proprie scuole; in queste occasioni i Segretari diocesani (e/o gli animatori) propongono un’attività di Formazione specifica, ovvero un momento di studio in cui approfondire un tema particolare (tema associativo, tema legislativo che riguarda la scuola, argomento di cronaca, altro…) e provare insieme a dare forma ad un progetto da realizzare nelle proprie scuole attraverso i Punti d’Incontro.La Formazione specifica è la testa, il punto di partenza per qualsiasi attività, la fonte alla quale ogni msacchino deve dissetarsi prima di andare nelle scuole. Se la testa non è ben preparata e non dirige il corpo, se non ha chiari obiettivi e metodologie, ne va della qualità e dell’efficacia di quello che si organizza e di tutta la proposta msacchina. Essa è un passo irrinunciabile affidato alle cure dei segretari e degli animatori. La Formazione specifica è il luogo in cui ci si ritrova come giovanissimi di varie parrocchie che frequentano scuole diverse ma che hanno in comune una responsabilità grande, quella di impegnarsi con maggior solerzia per promuovere il Msac a scuola. Il Referente del Punto d’Incontro, infatti, è colui che forte della sua fede e ricco del vissuto associativo, porta dentro la scuola lo stile, il carisma e soprattutto l’esperienza dell’Ac e della Chiesa. Formazione specifica vuol dire non affidarsi al caso o all’improvvisazione, ma studiare e progettare le proprie attività nel particolare, provando a rispondere alle domande dei ragazzi che si incontrano ogni giorno a scuola, vuol dire allenarsi perché uno stile, quello dell’accoglienza in particolar modo, diventi atteggiamento naturale, vuol dire sentirsi responsabili delle persone a noi affidate e prepararsi ad incontrarle, vuol dire ricevere per dare non solo nozioni ma lo stile di gratuità che caratterizza noi cristiani. La Formazione specifica è l’incontro d’Equipe diocesana o zonale, è la scuola associativa, è il seminario di formazione, è l’appuntamento mensile, è la tre-giorni di full-immersion negli argomenti scolastici, è… Provate voi a scoprire cosa è Formazione specifica .Se Punti d' Incontro e Formazione specifica sono cuore e testa del Movimento, le attività che maggiormente vanno curate e senza cui non può dirsi di avere un Msac forte e attivo, ci sono però altre attenzioni da coltivare, per poter sempre allenare il cuore a lanciarsi oltre i propri orizzonti limitati, alla scuola di quell’I CARE che allarga sempre lo sguardo al mondo e al vissuto della gente. Ci servono dunque, oltre a testa e cuore, anche i sensi, in particolare vista e udito.  

Orientamenti culturali, OCCHI con lo sguardo oltre l’orizzonte

Il Msac propone gli Orientamenti culturali come vere e proprie finestre che allargano l’orizzonte dell’«I Care», perché gli studenti non possono parlare sempre e solo di scuola. Gli Orientamenti culturali sono l’occasione per risvegliare in se stessi e nei compagni la vocazione al servizio, allungando lo sguardo oltre il proprio banco, oltre le finestre di casa o del proprio istituto... coltivando cioè spazi di gratuità e provocando ad un impegno più grande. Gli Orientamenti culturali sono il tempo in cui esercitarsi da studenti ad essere cittadini responsabili, l’occasione per parlare tra studenti di quei temi che spesso sono considerati “da grandi” e “noiosi” come la politica, l’etica, il bene comune, la democrazia… Attraverso gli appuntamenti degli Orientamenti culturali, ovvero incontri periodici sia nei locali scolastici, sia nelle strutture che offre la propria città, gli studenti si confrontano ed esercitano il loro essere cittadini. L’educazione alla cittadinanza è uno degli obiettivi fondamentali della scuola,per conoscere il valore delle leggi che regolano il vivere insieme, sentirsi corresponsabili della comunità, imparare ad amare la propria città e a spendersi per essa, fare esperienza del valore del bene comune e della convivenza civile, collaborare alla costruzione di una città-mondo che sia casa per ogni uomo.Insomma, gli Orientamenti culturali sono occhi che non ci permettono di rimanere estranei a ciò che succede fuori dalle nostre scuole, che ci inducono a comunicare con le nostre città, i nostri territori, le nostre parrocchie, le nostre diocesi e i giovani che incontriamo al di fuori dalla scuola. Gli Orientamenti culturali sono delle settimane di sensibilizzazione, dei pomeriggi tematici, delle serate con dibattito… Non solo incontri, ma anche iniziative concrete, impegni precisi che gli studenti assumono, magari facendo rete con altre associazioni. Insomma gli Orientamenti culturali sono ogni occasione che insegna a crescere e ad amare questo mondo.  

Primo annuncio, ORECCHIE per condividere le domande di vita

La proposta del Msac è una proposta missionaria, ovvero di annuncio e di testimonianza cristiana negli ambienti di vita, attraverso uno stile di coerenza e impegnoa essere studenti “degni del Vangelo”. Riusciamo a fare annuncio, a testimoniare, tutte le volte che silenziosamente provochiamo i nostri compagni vivendo da studenti impegnati, coerenti, disponibili, pazienti e attenti ai problemi degli altri. Insomma, vivendo da studenti degni del Vangelo, siamo già testimoni credibili e provocanti. Magari saremo anche chiamati a testimoniare a parole la nostra fede, nelle discussioni tra compagni o ad esempio durante le ore di religione. La testimonianza tra coetanei però non dovrebbe mai assumere i toni della difesa dogmatica e a spada tratta dei precetti cristiani ma dovrebbe essere condivisione dellabellezza del nostro incontro con Gesù, anche attraverso le fatiche e i dubbi che da credenti portiamo con noi. Insomma, condivisione di un cammino, irto di tante domande, l’accompagnarsi insieme ai tanti amici incontrati a scuola che vivono la condizione di chi non ha mai conosciuto o ha dimenticato, come gli studenti atei o indifferenti alla fede o che hanno abbandonato i sacramenti, il volto di Gesù Cristo.Molti compagni sono angosciati da profonde domande esistenziali e ci provocano alla condivisione. Oltre all’impegno personale di ciascun msacchino, a questi studenti il Msac attraverso il circolo diocesano vuole offrire un’opportunità di incontro, occasioni per condividere con altri coetanei un cammino di ricerca. Il Msac quindi offre dei Momenti di Primo annuncio, come incontri in cui questa testimonianza e questo annuncio si fanno più “espliciti”, cioè orientati ad accompagnare i compagni di scuola a dipanare le proprie domande di senso e il proprio percorso di ricerca, a riscoprire la buona notizia cristiana. Un sussidio nazionale (scaricabile dal sito www.msac.azionecattolica.it) fornisce indicazioni e suggerimenti per interrogarsi sulle modalità attraverso le quali può tradursi oggi un simile impegno. In particolare,ci pare che dare forma all’annuncio significhi:• Condividere la vita, cioè porsi accanto alle persone che incontriamo giorno dopogiorno tra i banchi di scuola, imparando ad ascoltarne la vita e a cogliere l’emergerepiù o meno esplicito di domande di senso, accompagnando queste ultimepersonalmente o attraverso percorsi di approfondimento.• Ti presento Gesù, cioè pensare a percorsi specifici alla scoperta del volto di Gesùattraverso l’arte, la cultura, il cinema...• Essere segno, cioè avere la capacità di porre gesti o dire parole che sappiano provocare, far riflettere e discutere nella semplicità delle situazioni ordinarie della vita.I momenti di Primo annuncio potranno poi accompagnare chi volesse compiereun itinerario di approfondimento della propria vita di fede all’inserimento neigruppi parrocchiali di Azione cattolica.

 

 

 

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