Campo nazionale Msac 2018 - "Respira questa libertà!"

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Care studentesse e cari studenti,

cari msacchini e care msacchine,

siamo pronti a vivere un’estate straordinaria! Come ogni anno arriva il Campo nazionale che vivremo insieme Settore giovani e Movimento studenti, dal 27 al 31 luglio a Nocera Umbra.

Appena concluso l’anno scolastico sentiamo già L’estate addosso, potremmo dire con una coinvolgente canzone di Lorenzo Cherubini Jovanotti, e già assaporiamo tutto il tempo in cui potremo respirare a pieni polmoni un po’ di libertà. 

Respira questa libertà è il titolo che abbiamo scelto per il Campo, perché in questo tempo eccezionale in cui ci sentiamo più liberi e spensierati vogliamo chiederci quale sia la vera libertà che vogliamo respirare come studentesse e studenti. 

Dalle mura scolastiche alle pagine dei Social, dai dibattiti televisivi alle piazze italiane, infatti, spesso ci lasciamo convincere che siamo liberi quando vinciamo un confronto per aver urlato più forte, quando diciamo ciò che pensiamo anche se significa prevalere insultando in modo pungente o facendo ironia in modo sprezzante o imponendoci ricorrendo alla forza fisica. Ma prima di terminare il pensiero, magari con una frase disfattista del tipo “va sempre peggio” o “non c’è più l’educazione di una volta”, potremmo ragionare su cosa si vince o, meglio, su cosa si perde quando si sceglie la violenza, in qualsiasi forma. Potremmo chiedere al padre della studentessa dell’Abba Alighieri di Palermo quale grande risultato ha ottenuto picchiando un professore di sua figlia. Oppure dovremmo cercare di parlare con i due ragazzi di Bergamo arrestati per atti di bullismo nei confronti di un loro compagno disabile. C’è anche una violenza meno evidente, ma non meno importante, di cui potremmo recuperare notizie. Forse avremmo bisogno di contattare circa un milione e quattrocento quattromila luoghi di lavoro, perché quello è il numero di donne molestate nel 2015 e 2016 in ambito lavorativo. Oppure potremmo rintracciare chiunque stia alimentando la retorica dell’invasione e del razzismo, per distrarci dai problemi reali del Paese. 

Ma se ci pensiamo bene, le prime persone a cui dovremmo chiedere qual è il risultato di un atteggiamento violento siamo proprio noi stessi. È vero che i casi di cronaca e gli studi citati possono indignarci, ma è altrettanto vero che tutti abbiamo sperimentato situazioni in cui abbiamo assunto, volontariamente o meno, atteggiamenti violenti. Allora forse non c’è bisogno di grandi interviste o sondaggi per capire che con la violenza non si vince mai e si perde ciò che ci caratterizza come persone: la libertà. La libertà di capire gli altri e non di accusarli, la libertà di parlare e non di urlare, la libertà di scegliere la pace come unica via di crescita dei popoli, la libertà di pensare prima di agire. Ecco perché se la violenza è la strada per affermare se stessi a discapito della libertà propria e degli altri, noi studentesse e studenti di Azione Cattolica scegliamo un’altra strada: scateniamo la nonviolenzaAl Campo nazionale vogliamo allora poter associare la libertà all’esercizio della nonviolenza come metodo attivo per agire nel mondo e nella scuola di oggi; cercheremo di tracciare insieme nuove prospettive per una umanità che faccia della nonviolenza la propria risorsa.

 

Per far questo non potremmo, ancora una volta, non partire dalla realtà, dalle nostre realtà. Per questo motivo vorremmo arrivare al Campo portando con noi un oggetto e tre caratteristiche, frutto di una condivisione, che possano rappresentare i nostri Circoli diocesani. Quest’anno poi, per sottolineare l’importanza di tornare sempre alla realtà, abbiamo scelto di prenderci un momento tutti i giorni del Campo per riflettere sulle scuole della nostra diocesi e capire come la proposta msacchina possa dispiegarsi al meglio per essere veramente al servizio delle persone concrete che le abitano.

 

Inoltre, insieme da tutta Italia, proveremo a capire qual è la metrica della violenza e della nonviolenza, come si sviluppano e come si alimentano. 

Poi proseguiremo con un focus sul mondo che ci circonda e su ciò che non vogliamo e non possiamo ignorare perché interpella il nostro senso critico e il nostro impegno. Quattro sono le  tematiche che coinvolgono le nostre realtà e che abbiamo scelto di discutere insieme al Campo: la  tematica della discriminazione di genere, quella della violenza nel linguaggio della politica, il fenomeno mafiosoe il tema delle guerre nel mondo. 

Ancora, insieme, vorremmo delineare poi i tratti fondamentali di quella che vorremmo fosse una scuola che ci educasse da subito alla nonviolenza e in cui ci vogliamo impegnare a scatenare la nonviolenza. 

Infine l’ultimo giorno, dopo aver vissuto l’esperienza intensa di un campo tematico vorremmo fermarci, prima di ripartire per le nostre diocesi, e ridirci insieme come possiamo come Segretari e Segretarie, come membri d’Équipe e come studentesse e studenti, fare tesoro dell’esperienza e metterla a servizio dei nostri territori.

 

Allora siamo pronti per darci appuntamento al Campo nazionale per pensare in modo alternativo, per dimostrare che oggi non è un tempo peggiore di ieri e che renderlo migliore è compito nostro. Dal 27 al 31 luglio a Nocera Umbra…Respira questa libertà! Scatena la nonviolenza a scuola

 

Adelaide, Lorenzo e don Michele