Souvenir dal XIV Congresso

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Il “buon sangue” non può mentire. Cento anni di storia msacchina, radicati in più di centoquarant’anni di vita dell’Ac, dicono tante cose: passione per la scuola, impegno per la città, servizio per la Chiesa, testimonianza cristiana e civile nei confronti degli altri studenti. E i ragazzi (tanti, in rappresentanza dei tantissimi che animano il Msac nelle scuole di tutta Italia) che hanno partecipato, da venerdì a domenica scorsa, al XIV Congresso nazionale del Movimento, questo “buon sangue” ce l’hanno nelle vene. Con la semplicità e l’irruenza della loro età, gli studenti dell’Ac ancora una volta non si sono tirati indietro, e hanno raccolto la sfida della responsabilità che l’intera Azione Cattolica affida loro: quella di essere presenza significativa e appassionata dell’associazione nella scuola e tra i compagni di classe.
Questa responsabilità gli studenti dell’Ac l’hanno esercitata in tutti i momenti di questo Congresso (intitolato, appunto, “Buon sangue non mente. Cent’anni di passione per la scuola e per il Paese”). Hanno cominciato venerdì scorso con l’incontro alla Corte costituzionale con il presidente della Consulta Ugo De Siervo, che aveva invocato la necessità della partecipazione dei ragazzi alla vita sociale e politica del Paese: «Ciò che deve spingere i giovani all’impegno nelle istituzioni e per il bene comune è l’insoddisfazione, la scontentezza per ciò che non ci piace del presente, perché non si ripeta nel futuro». Un appello subito raccolto da, Saretta Marotta, la Segretaria nazionale uscente, che ha sottolineato come «nonostante la nostra Italia fatichi ancora a sentirsi appieno una comunità nazionale e abbia in parte perso la fiducia nel futuro e in noi giovani, noi studenti continuiamo a credere nella scuola e vogliamo spenderci per essa e, tramite essa, per l’intero Paese. Chiediamo alle istituzioni di credere nella nostra voglia di partecipazione, di prenderci cura del bene comune». E questa voglia di partecipare i ragazzi hanno continuato a dimostrarla discutendo della “scuola migliore” con il professore-scrittore Domenico Starnone, e dell’importanza della storia a scuola con l’insegnante Maila Archetti e il ricercatore Roberto Parisini.
Ma soprattutto, i ragazzi del Msac hanno esercitato pienamente la loro responsabilità democratica, discutendo fin nei dettagli e votando il documento congressuale ed eleggendo i quattro nuovi membri dell’Equipe nazionale (auguri a Laura di AlgheroBiagio di Padova,Vincenzo di Andria e Rosathea di Ragusa) e la nuova Segretaria nazionale. Un impegno che dimostra quanto la scelta democratica dell’Ac sia un valore per anche per i giovanissimi, che sono in grado di testimoniare quanto essa non sia il rito svuotato di senso al quale troppo spesso danno vita gli adulti di questo Paese.
Ora il Movimento si rimette in marcia. A guidarlo nel prossimo triennio c’è una nuova faccia nuova: quella (molto commossa, al suo debutto!) di Elena Poser del Msac di Aosta. Ma il “buon sangue”, quello è lo stesso di sempre.
 
di Simone Esposito